giovedì 15 giugno 2017

Una settimana di allenamenti a tre settimane dalla meta

-21 CRO

Le settimane volano via che neanche riesci a riprendere fiato.
Gli allenamenti non vanno come mi ero immaginato, ma forse è meglio risparmiare forze e cartilagini che forse saranno la risorsa decisiva.

Nell'intorno di questo week-end avrei voluto/dovuto fare un ultimo lungo, una cosa tipo dieci ore e un'ottantina di km magari rimanendo a bassa quota per abitarmi al caldo e alla sete.
Alla fine non ne ho avuto il tempo, ovviamente. O prendo ferie per un giorno intero, oppure mi devo giocare il sabato o la domenica, cosa non fattibile questa volta.

Ho ripiegato comunque su un bell'allenamento: una salita di 550 metri fatta tre volte di seguito, una sorta di ripetute lunghe su mulattiera che si sono rivelate decisamente impegnative.

Il dislivello di 500 metri è un po' il muro da infrangere nella salita, dopo di solito si entra in uno stato di "messa a regime" che magari ti consente di affrontare senza problemi il doppio o il triplo della salita.
Ripartire invece per la discesa quando le gambe cominciano a girare e il fiato a regolarsi annulla subito la tua fragile zona di comfort che magari ti sei creato.

Stesso discorso per la discesa...
500 metri ti portano a correre e spingere a fondo, facendoti arrivare al limite di sopportazione della fatica sui muscoli delle gambe senza che te ne renda conto.... se non nel momento in cui fai dietro front e provi a ripartire in salita.



La terza salita è stata infatti abbastanza dura, soprattutto nella prima parte, ma devo dire che nel complesso ho risposto bene rimanendo nell'ora a giro, che è il parametro consigliatomi di rispettare. 

Diciamo che quattro volte sarebbe stato perfetto come prova, ma avevo tre fanciulle che volevano stare un po' con me prima di andare a letto, e non potevo certo rinunciare a loro dopo un'intera giornata lontani!


Il resto della settimana è proseguito in maniera piuttosto blanda, con un paio di uscite di scarico sotto un sole terribile.
Ora mi aspetta una settimana di vacanza in Provenza, con tutte le sue incertezze per quanto riguarda il tempo libero da dedicare alla corsa.

E prenderla invece come riposo rigenerante???

mercoledì 14 giugno 2017

Le sere estive

Da sabato qui fa un caldo porco.

Trenta gradi in media durante la giornata e nessun alito di vento che possa mitigare i nostri boccheggiamenti.

Con questo clima le giornate diventano lunghe, gli impegni si accavallano uno sull'altro e tanto vale arrendersi prima ancora di cominciare a risolvere qualcosa.

E i lunedì è ancora peggio.


Dopo un week end intenso ci siamo presi una mezza serata di relax, con le bimbe dai miei genitori e io e Moglie a prenderci un aperitivo all'aperto sperando nella provvidenziale brezza della sera.

Niente brezza, ma un secondo giro di prosecco ha reso la sofferenza più accettabile.

Vado a raccattare le due monelle e le trovo in cortile con il nonno a giocare a palla.
La piccola ha il solito sguardo crucciato e monello, stinchi, ginocchia, mento ricoperti da bolli e graffi. Il resto della pelle scoperta ricoperto da segni di pennarello e altre macchie imprecisate.
La grande mi accoglie con il solito sorriso da finta santarellina, le paperine dorate e la gonna plissettata con i brillantini... peccato per quei simboli di bat-man e uomo ragno disegnati con il pennarello nero sulle braccia, pennarello nero che ha lasciato macchie residue sul resto del corpo e dei vestiti ovviamente.

Gelato?
Gelato!

Lasciamo perdere le gelaterie fighette in centro, e ci dirigiamo al bar-trattoria del laghetto
Il laghetto in realtà è poco più che uno stagno, ma le zanzare non sono poi così fastidiose, e il gracidare delle rane tra i riflessi rossi della sera rende il posto quasi magico.

Il proprietario è uno del popolo, siede tra gli avventori all'aperto allo stesso tavolo di un tipo strano che continua a ridere con aria un po' ebete, e quando prende in braccio la piccola per farle vedere cosa si nasconde nel frigo dei gelati esclama: chi è che puzza di merda qui??? 

Vabbeh, tanto dopo le butto nella doccia e le riprendo solo quando finisce l'acqua calda. Forse.

C'è anche il mio presidente del gruppo Alpini, con il barbone bianco arruffato e la giacchetta a vento che non si sa mai, siamo sempre in montagna nonostante tutto.

La moglie di lui saluta con uno sorrisone Figlia Piccola facendole moine e  complimenti, ma lei la guarda ovviamente malissimo spalmandosi in faccia un misto di panna e cioccolato prima di raggiungere sua sorella.

Mi piace questo posto, quest'atmosfera e questa gente.
Le due cavalle dei proprietari sporgono la testa dalla siepe per osservare lo strano ritrovo umano, e il cane pulcioso e arruffato corre su e giù nel suo recinto in apparenza allegro e giocoso (Ma secondo me dovrebbe uscire più spesso).

Mentre mangio la mia Coppa Oro (quella con le granelle di meringa sul fondo, il gelato perfetto per antonomasia) seduto in riva al laghetto, la piccola mi si appoggia sulla schienaesclamando un "mio papà!" che è il suo must del momento.

Solo più tardi scoprirò che quel senso di umido e fresco era metà del suo gelato che si riversava sulla mia camicia.






venerdì 9 giugno 2017

3 e 35...

...che potrebbe essere l'ora prediletta da Figlia Piccola per svegliarsi e urlare come una matta una buona mezz'ora, ma per fortuna (?) lei preferisce limitarsi ad un intervallo che va da mezzanotte all'una, per poi rassegnarsi e piombare in un sonno pesante che dura quasi sempre fino all'alba.

Le notti cominciano a prendere una routine accettabile, forse.

3' e 35'' è invece il mio nuovo record sui 1000 metri, ottenuto in una serata di allenamento di gruppo che quasi volevo saltare per via di una generale fiacchezza forse dovuta agli antibiotici oltre che al caldo afoso di questi giorni.

2000-1000-500 x2 

Bello come allenamento, molto provante a livello di resistenza.
Il mio socio, che correrà con me una staffetta da 3 km a testa venerdì prossimo, era in seria difficoltà, e sul secondo 2000 l'ho perso completamente, lui che di solito dimostra più tenacia e costanza del sottoscritto.

Che abbattere questo muro dei 3'30" sia finalmente alla mi portata?

Non che a me serva molto insistere sulla velocità, però è confortante vedere i propri tempi scendere.


martedì 30 maggio 2017

Soglio col bene che ti voglio...

Doveva essere l'ultima prova importante per l'avvicinamento al Cro-Magnon Trail del 7 luglio, questo GIR LUNG del Monte Soglio con i suoi 66 km e 3600 metri di dislivello decantati da tutti come una delle corse più devastanti della zona.

Partenza ore 6, e un'ora di macchina per raggiungere il posto. Quindi sveglia alle 3 di mattina e colazione con 100 grammi di riso bianco alle 4.
Sul posto c'è un bel clima, tanta gente e una bella organizzazione che fornisce colazione, depositi borse, palestra con panche e tavoli e già i primi stand di negozi tecnici.
Incontro qualcuno che conosco della mia squadra e di squadre amiche delle nostre parti, qualche saluto e qualche foto, ma poi preferisco starmene per conto mio.

Fa già caldo alle 6 di mattina, e il cielo e leggermente coperto tradendo una mancanza assoluta di aria, l'afa non tarderà a farsi sentire.

Parto tranquillo con ritmo regolare, posizionandomi da subito a metà circa del gruppone. Il percorso raggiunge subito le pendici della montagna dapprima per una strada sterrata, poi imboccando un bel sentiero di terra battuta. 
Un po' caldo ma sto bene, volo via sulle due prime salite entrambe di 500 metri circa, poi un continuo sali e scendi per oltre trenta chilometri in un bellissimo scenario di boschi rigogliosi e pascoli.
Corro tranquillo, mi alimento ogni 30/45 minuti, bevo regolarmente ogni 15 minuti. Nei ristori prendo poco, qualche uvetta e della Coca Cola al massimo, e cerco di ripartire il prima possibile.
Arrivo alla salita che porta al ristoro di metà percorso ancora fresco e risposato, e quasi non mi accorgo dei 400 metri di dislivello ripido in cui i primi concorrenti incappano in qualche crisi. Ad  attendermi c'è minestra calda, polenta e formaggio, e questa volta non mi faccio mancare niente, prendendo un piatto di ogni cosa e mangiando con calma.

Tutti quanti mi hanno detto che la vera gara inizia adesso, e non vorrei farmi cogliere impreparato.

1000 metri netti fino alla cima, che ancora affronto con passo regolare e controllato.... un po' troppo forse!
Arrivo in cima senza particolare sforzo, e in effetti appurerò di aver mantenuto una media battiti da passeggiata nel parco, quasi sempre inferiore a 100 bpm.

Poco male, di certo non ambisco a posizioni da podio, e forse questo mi salverà nel tratto successivo, il peggiore, oltre 6 km di cresta a cavallo dei 2000 metri di quota, su un abbozzo di sentiero molto esposto e di difficoltà tecnica elevata. Una tortura per piedi e gambe.
In questo tratto perdo molto tempo, difficile camminare veloce e impossibile correre, in più le scarpe mi hanno tradito, forse sono già troppo vecchie e "scariche", e la tenuta laterale è ormai praticamente inesistente, causandomi dolori al fianco e al collo del piede.

Dal 45° km le cose cambiano, si comincia a scendere e i sentieri diventano più larghi e piacevoli da correre. Riparto alla grande, mi sento in forze e corro con facilità, superando diverse persone sia in discesa che in salita, e vedo ormai il fondo valle e il paese d'arrivo farsi più vicini ad ogni scollinamento.

Avevo parlato di 11 ore come obiettivo, ma quando le raggiungo mi mancano ancora una manciata di km, forse proprio i più duri! La strada sterrata dell'andata fatta in discesa è terribile, piena di sassi appuntiti, interminabile sotto un sole degno di luglio e con i piedi ormai cotti e doloranti. Alterno tratti di corsetta ad altri di camminata, arrivando al traguardo in 11 ore e 26 minuti, 72° su 180 alla partenza.

Non male come tempo. 
Vedrò alla fine che una persona che conosco, e che mi aveva sempre preceduto in passato, è ben dietro di me. Ed anche il mio socio/collega, in generale nettamente più performante di me, l'anno passato aveva impiegato un quarto d'ora in più.
Inoltre io ho dato veramente il minimo necessario e, a meno di eventuali crisi, avrei potuto facilmente scendere di quasi un'ora come tempo totale (Il tempo al netto dei ristori è stato 10h36').

Ma in fondo che me ne importa?
Non è meglio affrontare queste gare con l'obiettivo di non stare male?

Sempre di più mi convinco che lo spirito degli ultra-trail dovrebbe essere questo per me, e al massimo lasciare spazio a calcoli e agonismo per distanze sotto i 20 km.

Di certo il CRO me lo voglio godere con calma, guardarmi introno e vivermi il viaggio, non la corsa.






giovedì 25 maggio 2017

Elaborazione del lutto

Faccio outing: mi è sempre stato un po' sul cazzo Kurt Cobain

Troppo bravo, troppo carino, troppo biondo.

Mi sentivo molto più affine a Dave Grohl, e quando è "rinato" con i Foo Fighter mi sono entusiasmato.

I miei punti di riferimento erano comunque loro,  Eddie Vedder e Chris Cornell, e tutto quel lato di Seattle che si manifestava nei Mother Love Bone, Temple Of The Dog, Audioslave, Mad Season e ovviamente Pearl Jam e Soundgarden.

Loro due, introversi e problematici, che riuscivano ad arrivare all'età matura con un'apparenza di stabilità e realizzazione personale, alimentavano la speranza per questa mia generazione Grunge, per noi adolescenti degli anni '90 che ci troviamo in bilico su un baratro esistenziale e culturale, gli ultimi a portare traccia e testimonianza dei meravigliosi anni '70 (e di quegli '80 che ne erano diretta e coccolosa conseguenza).

Ora ci risvegliamo un po' più tristi, un po' più soli e un po' più disillusi. 









mercoledì 24 maggio 2017

Occhio al Soglio

-3 giorni al TRAIL DEL MONTE SOGLIO.

Una gara che tutti mi dicono essere bella e terribile
66 km e una salita di 3600 metri con dislivelli importanti e passaggi in quota esposti e impegnativi.

Il mio target è 11 ore (ritmo 10 min/km), forse un po' troppo ottimistico ma comunque un limite per cui vale la pena sognare.
Il lungo della settimana scorsa sembra smaltito, lunedì solo un piccolo giro da 6km su sentieri veloci e pieni di saliscendi improvvisi che mi ha dato ottime sensazioni. Stasera allenamento di squadra da affrontare a ritmi blandi.

La cosa che più mi entusiasma e la totale assenza di dolore al ginocchio! Sparita dopo la terapia d'urto del lungo.
Le gambe per fare una bella gara ci sono, a decidere (Salvo infortuni imprevisti) saranno le crisi alimentari/di stomaco. Riuscire ad affrontarle s superarle nel più breve tempo possibile credo sia il segreto vincente...

Evitarle?

Credo sia un'utopia!



lunedì 22 maggio 2017

Vaccini

Figlia piccola non è vaccinata.
Figlia grande ha fatto l'esavalente, poi non è più stata portata ai richiami.

Siamo una di quelle famiglie bifolche, ignoranti e superstiziose che credono alle streghe e basano la loro cultura sui post di Facebook.

Le mie figlie prendono pochissime medicine, mangiano poca carne rossa comprata dal contadino del nostro paese che le alleva con amore, da un altro contadino che tiene le mucche da latte compriamo i formaggi e il latte stesso (che però bevo prevalentemente io). Per il resto si prediligono verdure e cereali nella più ampia varietà possibile.

Abbiamo frequentato conferenze e seminari in giro per il Nord Italia, da quelle del Dott. Roberto Gava a quelle riservate ai pediatri (che sono molto più illuminanti del fronte no-vaccini!); abbiamo partecipato a riunioni organizzate dal Comilva e ascoltato testimonianze e racconti. 

Il decreto approvato venerdì scorso ha rifilato un duro colpo al nostro morale, ma soprattutto ha fatto capire quanto conti la posta in ballo.
Una ghiotta occasione rifilare ben 12 vaccini in un colpo solo.
Addirittura la varicella, che le mie figlie si sono tolte con tre o quattro giorni di leggero fastidio dovuto a rade pustoline, e per la quale non è stato necessario somministrar loro nulla se non un blando lenitivo naturale per il prurito.

Sono molto scettico.
Io che non lo sono di natura, e che per natura tendo a non vedere macchinazioni e complotti ovunque.

Intravedo i pericoli nel lasciar gestire temi così delicati al "popolo".
Ma tocco con mano lo stato di decadenza della nostra sanità, e della mancanza totale di attenzione alla cura della singola persona.

La domanda che più mi torna in questi giorni, in cui l'esultanza dei favorevoli alla politica dei vaccini straborda nei discorsi di piazze reali o virtuali, è se tutta questa gente che taccia gli altri di ignoranza e d estremismo abbia mai fatto qualcosa per approfondire l'argomento, o se abbia tenuto fermo su un lettino di ambulatorio un bimbo di sei mesi mentre gli bucavano entrambe le gambine per iniettargli una medicina.