mercoledì 13 settembre 2017

I Giganti del Tor

Mentre la maggiorparte dei miei conoscenti era intenta a guardare l'umiliazione spagnola della Juve, io ieri sera mi pregustavo un'altra sfida Italo-spagnola, il duello tra Javi Dominguez, Franco Collé e Oliviero Bosatelli al Tor De Geants.

Collé stava facendo la gara perfetta, dopo una prima parte alle calcagna dello spagnolo, era passato in testa arrivando ad avere quasi 3 ore di vantaggio. Un ritmo incredibile che lo stava portando a polverizzare il record del Tor.
Bosatelli, terzo e vincitore dell'edizione passata, stava anche lui guadagnando terreno, facendoci sognare una doppietta tutta italiana ai primi due posti.

Sono andato a dormire pensando di godermi i video e le interviste di Collé durante la colazione... e invece niente, ritirato a 22 km dalla fine dopo oltre 300 km di gara perfetta.

Incredibile. Sembra che si sia addormentato all'aperto per troppo tempo, più di un'ora e mezza, risvegliandosi al freddo e completamente fuori fase e senza più riuscire a riprendersi.

Difficile immaginare cosa passino questi uomini e queste donne dopo uno sforzo del genere, altro che Messi e Dybala.
Ora non ci resta che attendere con il fiato sospeso gli ultimi chilometri della mitica Lisa Borzani, per ora saldamente in testa tra le donne e undicesima assoluta.


Io avrei dovuto assaggiare lo spirito di questa corsa, andando a supportare il mio collega che era riuscito ad iscriversi. Purtroppo già al 66° km si è dovuto ritirare (problemi di stomaco e gambe che non ho ancora ben capito), quindi la trasferta valdostana è sfumata.

Sarò mai in grado di affrontare una cosa del genere?
Magari tra due o tre anni possiamo cominciare a pensarci.



giovedì 31 agosto 2017

Martin,ti ho sempre odiato e adesso ancor di più

In questo blog sgangherato poteva forse mancare una parte sulle serie TV? 
Che non siamo forse tutti grandi recensori?

E qual è la serie TV top del momento? 
Game Of Thrones appunto, conclusa da pochi giorni e di cui ho visto la tanto attesa (e temuta) ultima puntata da poco.

Per me non è una serie qualunque, A Song Of Ice and Fire è la costante che ha caratterizzato i miei ultimi quindici anni (circa) di vita, da quel lontano 2002 nel quale grazie a mio padre (mio principale mentore e fonte di ispirazione, nella sua libreria ho scoperto i miei miti: Il Signore degli Anelli, Shannara, Dune, Asimov per citare solo i più influenti sulla mia adolescenza) che nella sua ingordigia letteraria da spiaggia aveva trovato i primi due libri della versione italiana, cioé il primo libro della serie originale.

Fu amore immediato per me, e come tutti gli amori furono anche dolori immediati, tra cui la flemma produttiva del Vecchio Ciccione e il ricatto economico di quei ladri della Mondadori, che spezzavano ogni libro in due o tre parti, prolungando la mia agonia e salassando i miei pochi averi.

Fu amore comunque, poco condiviso da amici o conoscenti, tanto che spesso pensavo di essere il solo ad apprezzare la serie.
Ben presto le atmosfere di Westeros scalzarono quelle di Tolkien nelle mie serate (nottate soprattutto) di giochi di ruolo on-line, con la nascita di personaggi come Il Monco, di ranger con compagno animale un lupo bianco, molta meno magia e più trame politiche e "realistiche".

Poi, finalmente, la serie TV.
Fantastica, primo episodio perfetto, prime serie eccezionali, perfettamente all'altezza dei libri...vabbeh, qualche attore non l'ho trovato subito azzeccato, tipo Cersei e Daenarys, troppo poco bionde naturali e la seconda troppo tozzetta, ma si tratta di dettagli.

Poi, le incrinature...

Prima nella saga letteraria, che comincia a perdersi nelle sottotrame, che si dilunga eccessivamente (soprattutto visto l'enorme intervallo di tempo tra un libro e l'altro) e perde un po' di senso generale.
Poi il tanto temuto punto critico: il sorpasso della serie TV sui libri.




E qui le cose cambiano, già un po' nella sesta serie, ma soprattutto nella settima.
Basta trame machiavelliche, basta personaggi "grigi", mai buoni e mai cattivi.
Tutto avviene velocemente seguendo le aspettative da "tutti felici e contenti" di un pubblico che vuole solo essere coccolato e rasserenato.
Gli eroi diventano senza macchia e senza paura, i cattivi vengono sconfitti, il nemico sono solo i Non-morti che verranno spazzati via dagli scintillanti eserciti umani tutti affiatati e amici.

Sesso? Ma no!
Qualche vedo/non vedo, magari sfuocato dietro la luce di romantiche candele.
Tutti pucci-pucci e occhioni dolci, non vorremmo mica scandalizzare le famigliole strette sul divano, no?




Per carità, ci hanno per ora risparmiato la Perfida Cersei, ultimo rimasuglio di quello spirito di Martin che ha caratterizzato gli esordi, anche se quando l'ho vista arrivare e offrire tutto il suo aiuto nella guerra agli Estranei ho rischiato di vomitare la cena.
Però guai a uccidere gli amati fratellini, lasciamoli pure andare via, soprattutto Jaime nonostante il dichiarato tradimento!

Però hanno fatto morire un drago! mi potrebbero ribattere.

E certo, ma tanto ne servivano due, il secondo da dare a Jon/Aegon e così la coppietta potrà lanciarsi nello scontro finale contro il Night King.


Che spreco.










Sopravvissuti ad Agosto

Mi prendo la libertà, con un giorno di anticipo, di dichiarare chiuso il mio Agosto 2017.

Non mi sogno nemmeno di fare lo snob, quello che agosto lo disdegna, che il caldo è un'oppressione, che l'inverno è decisamente meglio...

Col cazzo.
Il caldo non è mai troppo, e l'estate non è mai lunga abbastanza.

Io comincio a diventare malinconico già il 21 giugno, pensando che le giornate si accorceranno e che tra solo sei mesi sarà Natale.
In ogni caso, prendo atto che le mie Ferie (quelle con la F maiuscola appunto) sono terminate... e purtroppo sono state piuttosto sfigate.

Avevo iniziato bene con il mio primo Trail Francese, nonostante sia risaputa la mia insofferenza verso i francesi (goliardica suvvia) e il fatto che questa gara si svolgesse in buona parte su territorio "rubatoci" a fine guerra.
Bella gara, percorso affascinante e bel week-end con famiglia nel campeggio del paese da cui si partiva.

Ho scelto di fare la versione media, 43 km, un po' perché non volevo star via troppo tempo, un po' perché volevo testare maggiormente la tenuta a ritmi più sostenuti nei primi 30/35 km di gara dopo i problemi avuti al CRO Trail.
Alla fine ho chiuso in 6 ore e 26 min, con una media al km che è la mia migliore in gare di questa fascia di lunghezza.
Ottima la fase in salita, con il tratto finale prima del GPM a 2600 metri fatto addirittura correndo un po'.
Leggero momento di crisi (solo stanchezza) nella successiva e ultima salita, intorno al trentesimo km, a conferma che questa distanza è un po' il punto critico sul quale lavorare.

Da qui in poi il discorso corsa praticamente si interrompe, causa una fastidiosa infezione con 40 di febbre e conseguente cura di antibiotici e abbattimento fisico.
Una settimana di vacanza sprecata. Anche di più considerando gli strascichi.

Ed il resto tutto molto tranquillo: casa, montagna, quattro giorno al lago con il camper senza uscire dal Piemonte.

Ora non mi resta che affrontare settembre.









giovedì 27 luglio 2017

Sedotti dal Diavolo

In genere mi definisco un cultore e un difensore del Km0.

Cerco di comprare nei piccoli negozi di paese, sia per quanto riguarda gli alimentari, ma anche per l'abbigliamento sportivo.
Ovvio che in questo modo limito la scelta oltre a limitare di molto i miei risparmi, ma mi illudo di mantenere vivo un tessuto sociale che genera ricadute positive nell'immediato nel posto in cui vivo.

Sotto questo punto di vista Amazon per me è il diavolo, dovrei combatterla ed evitarla in tutti i modi...

Ma cazzo alla fine è impossibile non lasciarsi sedurre.
Ho resistito per le ultime scarpe, solo perché i saldi mi hanno permesso di prenderle ad un prezzo ancora più competitivo (Hoka SpeedGoat, magari dovrei aggiornare le recensioni dei miei materiali). 
Ho ceduto ad esempio sul Garmin Forerunner 235, acquistato a 250 euro grazie ad un alert sulle offerte Amazon risparmiando 110 euro sul prezzo del mio negoziante di fiducia.

Offerte del genere, una completezza di prodotti incredibile, assistenza personalizzata immediata (del tipo che mentre sei al telefono ti spediscono al volo un nuovo prodotto al minimo dubbio di insoddisfazione), consegne in un giorno o due...

Ma come è possibile competere con un servizio del genere?
Ha senso tentare una resistenza?

E ora ci si mettono pure con la TV on demand, che anche qui non volevo cedere, ma avendo Prime potevo usufruirne gratuitamente.
E' già sta soppiantando Netflix.

Il catalogo delle serie diventa sempre più interessante (al momento sono infognato con Mr. Robot), l'interfaccia la trovo fatta benissimo, con le schede personaggi e curiosità subito a portata di mano...

Chi li ferma più questi???





martedì 25 luglio 2017

L'amico vien correndo

Continuano in questi giorni le sensazioni positive nella corsa.
La settimana scorsa ho finalmente infranto il muro dei 30 minuti nella mia solita salita di pausa pranzo alla Sacra di San Michele. 29'42" sulle note dei Linkin Park, per ricordare il povero Chester.

La cosa che mi soddisfa è che non partivo puntando al tempo, ma solo per trovare un mio ritmo di corsa e mantenerlo lungo tutta la salita, senza mai camminare.
Alla fine sembra proprio che questo approccio paghi di più rispetto agli sprint sulle pendenze più dolci alternati alla camminata nei tratti più ripidi.

Ieri di nuovo un bel giro tipo trail su un percorso di 10 km, con salita su scalinata di una condotta idrica dove di nuovo sono riuscito a correre senza fermarmi (qui però perdendo rispetto ad altre occasioni in cui ho camminato di più).

Arrivato nel punto più alto del mio giro, presso un paesino di montagna, ho fatto amicizia e diviso l'acqua di una fontana con un simpatico border collie. Quando sono ripartito per la discesa me lo sono ritrovato a fianco, e con mio stupore non mi ha abbandonato per tutto il tragitto verso casa.
E' stato bello correre nuovamente con un cane dopo tanto tempo. Ammetto di aver sperato che fosse senza padrone, e già me lo immaginavo vivere felice insieme a noi.

Arrivato a casa ho controllato il collare, trovando il numero di telefono del padrone.
Quando l'ho composto sul telefono mi è comparso subito il nome del ristorante che si trova nel paesino da qui siamo partiti, riportandomi inesorabilmente alla realtà.

Ci siamo fatti un'ultima bevuta insieme, in attesa che la sua padrona (che conosco da quando siamo bambini ma che non sapevo avesse questo cane) venisse a prenderlo.

Non era lui il successore di Mr. P, si vede che il mio prossimo cane deve ancora trovarmi.



giovedì 20 luglio 2017

Epic CRO-fail


183 concorrenti alla partenza.
108 all'arrivo

40% di abbandoni... tra cui il sottoscritto!


Una delle gare più dure del panorama ultra-trail, forse la più dura tra le sue "simili", cioé gare che si aggirano sui 120 km con dislivelli di 6/7000 metri.

Eppure ero partito bene, con le gambe che giravano e le giunture che non davano problemi sulle prime, seppur limitate, discese.
I primi 25 km erano forse i più duri da un punto di vista fisico, basti dire che in questo breve tratto si raggiungevano già 2600 metri di dislivello, più di un terzo del totale.
Eppure per me non avrebbe dovuto essere un gran problema, già fatto cose molto simili. Invece, in prossimità del primo cancello orario, il rifugio Don Barbera, ho cominciato ad avvertire disagio allo stomaco. Fermato, preso del brodo caldo, ma alla ripartenza invece che sentirmi meglio ho cominciato ad avere nausea fortissima e spossatezza.

Stringendo i denti ho proseguito per quasi dieci km, tra soste, vomito e giramenti di testa.
Ma di notte, a 2400 metri di quota in bilico su un costone scosceso non è facile mantenere la lucidità.
Ad un certo punto un volontario del soccorso alpino mi incrocia e mi propone di riportarmi al rifugio in macchina, visto che da lì in poi mi aspettano più di 15 km in cresta senza possibilità di evacuazione su mezzi.

Fin qui è stato bellissimo comunque!

Il disagio è troppo forse, facile farsi tentare e soprattutto lasciarsi convincere a desistere.

Addio sogno dell'arrivo al mare.




....

A quasi due settimane di distanza la delusione mi segue ancora.
Avrei potuto evitare questo ritiro?
Se fossi partito ancora più piano?Se avessi evitato il brodo mangiando invece solo delle arance?
Se (soprattutto) non avessi incontrato il ragazzo del soccorso alpino, stringendo i denti in attesa di calare di quota e di "riposarmi" nelle prime e lunghe discese?

Magari ce l'avrei anche fatta per quel primo tratto, ma se i miei compagni di squadra nettamente più in forma di me sono crollati a loro volta a causa del caldo e della nausea durante il giorno successivo, non avrei rischiato solo di prolungare la mia sofferenza per ritrovarmi allo stesso risultato?

Invece ho trascorso un sabato e una domenica al mare con la mia famiglia godendomi a pieno ogni momento, e soprattutto non avendo nessuno strascico fisico (neanche un po' di stanchezza alle gambe!) che mi impedisse di giocare e divertirmi con le bimbe.


E adesso?

Ho ripreso subito a correre, e devo dire che mi sento molto in forma in questo periodo.
Ieri sera appuntamento imperdibile per i runner della zona, con una garetta di 6 km tra campi di mais e stradine di campagna.
Per la prima volta ho tenuto testa ai veterani che da un paio di anni punto a raggiungere in queste corse, battendo il mio record sui 5 km con un meritevole ritmo di 4'05".

Beh, diciamo che è la prima volta da un po' di mesi che corro 5 km in piano, in ogni caso il risultato è incoraggiante, e se non fosse stato per il fondo sconnesso e alcuni imbottigliamenti, forse l'agognato muro dei 4'/km l'avrei infranto.

Sto anche pensando di ributtarmi negli ultra trail, anche se la paura è molta, visto che il problema della nausea è subdolo e crudele, e pensare di ritrovarsi a metà gara, magari su una cresta di una montagna di notte, con conati e vertigini è decisamente scoraggiante.

Un obiettivo papabile è il trail del Lago d'Orta , però limitandomi alla distanza di 82 km.
Dopo una gara di 66 e un allenamento di 75, il salto più logico è in effetti questa distanza provata in gara, per poi sdoganare una volta per tutte le over 100 km.

Che faccio, mi iscrivo???

giovedì 29 giugno 2017

Provenza 2017

Si, bella la Provenza, soprattutto se si riesce a visitarla non ad agosto.

In realtà la maggior parte della nostra settimana l'abbiamo trascorsa in un campeggio sul fiume Ardéche, appena oltre il confine della Provenza vera e propria, ma ancora un posto molto affascinante, ricco di colline, di gorge, di villaggetti in pietra chiara circondati da campi di lavanda in una fioritura migliore rispetto agli alti piani più a est.



Abbiamo avuto qualche difficoltà di adattamento, come sempre, ma poi le bimbe si sono innamorate del posto e della vita da campeggio.

Momento clou: la nostra festa d'estate sulla spiaggetta con danze e canti intorno al falò, pizza francese e gelato.
Ad un certo punto intorno a noi si era formato un pubblico di pacati franco-nordici (soprattutto Olandesi) che ci guardava con simpatia e tenerezza...
almeno spero.


Per la parte itinerante ci siamo fermati nel piccolo paesino di Roussillon, famoso per le cave di ocra e per i suoi panorami colorati di rosso e di giallo. 
Entrando in paese arrivando da Apt si trova un bel parcheggio per camper (12 euro notte più tutta la mattina successiva) con dei bagni pubblici piuttosto puliti. La zona è molta tranquilla e piacevole, ed il paesino dista circa 700 metri, dieci minuti a piedi.




Il giro nelle cave è divertente (5 euro), e come al solito ci siamo fatti riconoscere pitturandoci la faccia di ocra e di rosso come gli indiani.



Poco più su, inoltrandosi nella valle del Rodano e sfiorando il suggestivo borgo di Gordes, si arriva nella valle chiusa di Fontaine de Vauclause, luogo famoso per aver ospitato Petrarca e per la sua incredibile fonte che erutta direttamente un fiume verdissimo da sotto terra.

Il luogo mette pace, te ne rendi conto subito, sia per il bellissimo fiume, sia per il paesino placido e ombroso che sonnecchia sorridendo sotto gli enormi platani 

Impossibile resistere ad un bagno in quelle chiare e fresche dolci acque... anche se ho rischiato un arresto cardiaco passando dai 40 gradi esterni ai 10/15 dell'acqua.

Ma ne è valsa la pena!






E poi alla ricerca della lavanda sull'altopiano di Valensole

Suggestivo, forse un po' troppo frequentato e con la fioritura non al top.
Siamo arrivati in zona intorno alle sei di sera, con un cielo leggermente velato a occidente. La luce era troppo calda e il tempo a disposizione troppo poco per poter cercare i posti migliori.

Non sono soddisfatto delle fotografie scattate, l'ideale e passare in questa zona un paio di giorni per poter godere delle diverse sfumature della luce durante il giorno, specialmente all'alba, ma abbiamo dovuto scegliere se perdere ancora tempo tra i campi o cercare di raggiungere un buon posto per passare il nostro ultimo giorno.







Abbiamo scelto quindi di dirigerci verso il Lago di Sainte Croix, da cui partono le famose gorge del Verdon.
Non consocevo bene il posto, ma è stata una bellissima sorpresa.
Attaccato al paesino di Saine-Croix, che domina il lago sottostante, c'è una bella area camper (8 euro al giorno) con corrente e acqua potabile a pagamento,  bagni e acqua non potabile a volontà.
In pochi minuti si raggiunge il paesino dove si trova un ristorante e un bel bar con dehor a strapiombo sul lago.

Al mattino dalle otto anche i camper posso scendere sulla riva, quindi ci siamo alzati di buon'ora e abbiamo percorso gli ultimi tornanti arrivando ad una zona di parcheggi e di aree pic-nic sulla spiaggia.
Comodissimo sistemare il camper vista lago in prossimità di qualche tavolo con panche per godersi una colazione con vista fantastica.
Io la prima cosa che ho fatto è stato buttarmi in acqua, visto che la zona era ancora tutta deserta e di una tranquillità impressionante.


Questo lago, a differenza dei soliti che ho frequentato, ha un acqua e un fondo assolutamente puliti e limpidi, senza tracce di melma e di viscido come accade di solito. Sembra quasi acqua di torrente ma ferma e calda (non gelida almeno!)
In tarda mattinata la zona si è abbastanza animata, essendo domenica, ma noi abbiamo preso in affitto una piccola barchetta elettrica per attraversare il lago e visitarne una buona metà, e trovando innumerevoli posti tranquilli e appartati

Da ripetere una gita in questo posto, magari utilizzando il campeggio comunale sulla riva che sembra spartano ma accogliente.

Nel pomeriggio siamo scappati verso casa, e per fortuna le bimbe hanno dormito quasi fino a Briançon per poi accontentarsi di Peppa Pig sul cellulare permettendomi così di fare un'unica tirata fino a casa ed arrivare non troppo tardi.


La cosa più difficile di questi viaggi è proprio riuscire ad evitare la loro insofferenza!